Hotel 3 stelle Firenze - Sito Ufficiale
Italiano | English | Français | Español 
 

Firenze dalla Signoria medicea al Granducato

Nel '400 il volto di Firenze fu rinnovato da nuove costruzioni che introdussero nello spazio cittadino aperture prospettiche talvolta monumentali (Palazzo Pitti, Palazzo Medici-Riccardi). L'arte della seta commissionò al Brunelleschi la loggia dell'Ospedale degli Innocenti (1419-24), che suggellò lo sviluppo dei quartieri orientali della città; l'abbellimento del Battistero e l'esecuzione delle porte del Ghiberti furono dovute all'iniziativa dell'« arte di Calimala »; le statue dei santi protettori delle arti, inserite nelle nicchie esterne di Orsanrnichele, furono commissionate dalle singole corporazioni ai maggiori scultori fiorentini del tempo (Ghiberti, Donatello, Nanni di Banco e altri). In seguito, tuttavia, l'iniziativa mecenatizia passò alle famiglie dell'oligarchia mercantile e bancaria che legarono il proprio nome a edifici religiosi (i Medici a San Lorenzo, i Rucellai a Santa Maria Novella) e a palazzi. Il nuovo schema della dimora fiorentina, sviluppato attorno a un cortile centrale, si diffuse rapidamente, fungendo da modello anche per gli architetti della seconda metà del secolo (Giuliano da Sangallo, Cronaca e altri). Elaborati da una ristretta cerchia di intellettuali, i moduli lineari e classicheggianti dell'architettura rinascimentale rispecchiano il rigore quasi puritano, l'interesse per l'antico e l'orgoglio nazionale della nuova classe dirigente, ambiziosa di fare di Firenze una città capace di rivaleggiare con la capitale della cristianità: questo spiega perché l'attività di Brunelleschi, che dal 1420 al 1466 realizzò la nuova architettura (San Lorenzo, Santo Spirito, Cappella dei Pazzi, Palazzo Pitti), e quella teorica di L.B. Alberti affondino le loro radici nello studio appassionato dell'antichità; e perché Michelozzo realizzi, soprattutto nelle dimore di campagna dei Medici, un misurato revival di motivi medievali riproponendo torrioni e merlature privi di ogni funzione difensiva. In questo clima culturale che, a differenza di Roma, era sollecitato più dalla ricerca erudita che dalla presenza di testimonianze monumentali, si colloca anche l'attività degli scultori e dei pittori: il San Giorgio (Museo Nazionale del Bargello) e la cantoria del Duomo di Donatello rappresentano il superamento, in senso classico, del plasticismo emotivo di epoca gotica, mentre la severità disadorna di Masaccio (Cappella Brancacci) e la sua percezione prospettica dello spazio segnano il definitivo abbandono della tendenza decorativa del secolo precedente. Le tormentate vicende politiche e militari dei primi trent'anni del '500 incisero soprattutto sull'apparato difensivo della città; nel 1529, nominato dal governo repubblicano governatore generale e procuratore delle fortificazioni nell'imminenza dell'attacco delle milizie imperiali, Buonarroti fece costruire i bastioni davanti alle porte della cerchia medievale e fortificò tutta la collina di San Miniato. Dopo le distruzioni seguite al terribile assedio, Alessandro de' Medici fece costruire la fortezza di San Giovanni e completò le fortificazioni di San Giorgio (Belvedere) a difesa della città e a controllo di sommosse interne. La definitiva restaurazione dei Medici, preceduta dalla grande impresa agiografica della cappella michelangiolesca in San Lorenzo, costituì una tappa importante per l'assetto moderno di Firenze. Nel suo vasto disegno accentratore, Cosimo I (1537-74) predispose una serie di istituzioni centrali, come l'Accademia del Disegno (1563), che esercitarono durante tutto il secolo un'efficace funzione di coordinamento e di razionalizzazione degli interventi architettonici e delle iniziative culturali. Le sistemazioni definitive di piazza della Signoria e della Santissima Annunziata crearono, al centro del tessuto cittadino, un sottile gioco di allusioni politiche: accanto alle statue del Davide di Michelangelo (ora sostituito da una copia) e della Giuditta e Oloferne di Donatello, collocate in piazza della Signoria dopo la cacciata dei Medici nel 1495, Cosimo I fece sistemare quelle del Perseo di B. Cellini e di Ercole e Caco di B. Bandinelli, allusive alla restaurazione e alla vittoria della dinastia; la costruzione della fontana del Nettuno di B. Ammannati (1536-75), rivelatrice delle aspirazioni marinare dei Medici, e l'erezione della statua di Cosimo l del Giambologna (1587-94), collocata sull'asse prospetti co del nuovo palazzo degli Uffizi (G. Vasari, 1560), completarono il vasto programma iconografico.

. Santo Spirito. La chiesa fu ideata per gli agostiniani da Brunelleschi forse già nel 1428. La costruzione iniziò nel 1444 e continuò per circa un cinquantennio; il campanile fu eretto da Baccio d'Agnolo (1503-17). L'interno, celato da una facciata settecentesca, riecheggia quello di San Lorenzo, ma è arricchito da una cupola al centro della crociera, che si innesta sull'impianto basilicale. Un colonnato di pietra antistante le quaranta cappelle semicircolari corre lungo il perimetro della chiesa, creando una prospettiva architettonica di grande armonia.  

. San Lorenzo, Sagrestia Vecchia, Cappella Medicea, Cappella dei Principi, Biblioteca Laurenziana. La chiesa di San Lorenzo, iniziata da Brunelleschi nel 1421 e continuata con la cupola da Antonio Manetti, costituisce il primo tentativo di razionalizzare lo spazio interno secondo criteri rinascimentali, ma con riferimenti alla pianta basilicale paleocristiana. Brunelleschi scelse come unità di base il quadrato, di cui i vari corpi della chiesa sono dei multipli, La ritmica scansione di spazI regolari trae nuova vivacità dalle colonne e dalle grigie membrature di pietra serena risaltanti sul bianco dell'intonaco. Dal braccio sinistro della crociera si accede alla Sagrestia Vecchia' eretta dallo stesso Brunelleschi tra il 1420 e il 1429 con la doppia funzione di cappella funeraria e di sagrestia. A pianta quadrata con una piccola abside, essa è sormontata da una cupola che culmina con una lanterna, Anche qui la geometrica partizione degli spazi, conclusi da linee, da archi, da cerchi, è accentuata decorativamente dal contrasto tra intonaco dei muri e pietra serena delle paraste corinzie e dei cornicioni rettilinei e arcuati. I medaglioni in stucco sull'interno della cupola (scene della vita di san Giovanni) e sulle lunette (evangelisti), oltre al fregio dei cherubini e alle porte di bronzo, sono di Donatello (1435-43). Sotto un arco aperto nella parete sinistra è collocato il sarcofago in porfido rosso e verde di Piero e Giovanni de' Medici, capolavoro di Andrea del Verrocchio (1472). Dalla parte opposta della crociera si apre la Sagrestia Nuova o Cappella Medicea che Michelangelo eresse nel 1520 come cappella funebre della famiglia Medici, attendendovi fino al 1534. La planimetria riprende il modello della Sagrestia Vecchia; da una pianta quadrangolare si erge una luminosa cupola su pennacchi. Ma i vasti, geometrici campi di parete, che limitano la costruzione del Brunelleschi, sono qui plasmati con aggetti e rientranze di membrature che imprimono al complesso architettonico un impetuoso movimento scultoreo. I sepolcri dovevano essere tre, ma Michelangelo ne fece soltanto due: quello di Lorenzo, duca di Urbino, dove la figura del duca (nota come il Pensieroso per l'espressione di intenso raccoglimento) è all'apice di un gruppo piramidale, alla cui base è il sarcofago con le statue dell'Aurora e del Crepuscolo; e quello di Giuliano, duca di Nemours, sul cui sarcofago sono le celebri statue del Giorno e della Notte. Su una terza parete, è una dolce e pensosa Madonna col Bambino che doveva far parte dell'irrealizzata tomba di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano. All'estremità della cappella maggiore è innestata la grossa mole seicentesca della Cappella dei Principi, voluta da Ferdinando I quale mausoleo granducale. L'opera, a pianta ottagonale, è interamente rivestita in pietre dure. Annesso alla basilica è un altro capolavoro di Michelangelo, la Biblioteca Laurenziana, destinata a ospitare il tesoro librario dei Medici: si compone di un vestibolo e di uno scalone (disegnati da Michelangelo ma terminati dal Vasari), che, con movimento già barocco, introducono nella grandiosa ma austera sala rettangolare, ove preziosissimi codici sono custoditi su due file di banchi (sedili e leggii) finemente intagliati, su disegno di Buonarroti, da Clapino e Battista del Cinque.  

. Cappella dei Pazzi. Annessa alla chiesa di Santa Croce, fu iniziata da Brunelleschi nel 1443 per Andrea dei Pazzi e rimase incompiuta alla morte dell'artista. La cappella è preceduta da un pronao con sei colonne corinzie, che sorreggono un atrio aperto al centro da un'arcata. 11 tamburo cilindnco della cupola, terminata nel 1461, emerge al di sopra del tetto. L'interno è molto semplice, rettangolare, e, come la Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, affida l'elegante effetto decorativo alle nervature grigie che corrono sugli intonaci chiari; alla base della cupola a ombrello sono collocati quattro tondi invetriati con gli Evangelisti, attribuiti allo stesso Brunelleschi.  

. Chiesa del Carmine e Cappella Brancacci. Fondata nel 1268, ultimata solo nel 1475, la chiesa fu quasi completamente distrutta nel 1771 da un incendio che risparmiò solo le cappelle Brancacci e Corsini e la sagrestia affrescata da Bicci di Lorenzo (l'edificio attuale risale al 1771-82). La cappella, affrescata con storie di san Pietro e del peccato originale, si apre all'estremità del braccio destro del transetto. Masolino iniziò i lavori (1425) dipingendo i riquadri con la Tentazione di Adamo e Eva, la Predicazione di san Pietro e i Miracoli del santo, quest'ultimo in collaborazione con Masaccio che a lui subentrò nel 1426. Nel 1427 la decorazione rimase interrotta, e fu completata nel 1481-85 da Filippino Lippi. L'opera di Masaccio, che si sovrappone liberamente all'involucro architettonico, costituisce la pri¬ma grande realizzazione pittorica del rinascimento.  

. Ospedale degli Innocenti. Progettato nel 1419 da Filipfo Bru¬nelleschi e costruito tra il 1421 e il 1424, è considerato i prototipo dell'architettura rinascimentale fiorentina. Originale è soprattutto la creazione del loggiato, che limita in basso un edificio a pianta rigorosamente simmetrica, con un cortile quadrato cinto da doppio portico. La classica eleganza della costruzione è impreziosita dai dieci tondi in terracotta invetriata che Andrea defla Robbia pose negli spicchi tra arco e arco, raffigurando in ciascuno di essi un bambino in fasce (allusione alla destinazione dell'ospedale, che fu fondato per accogliere i trovatelli).  

. Palazzo Pitti. Il progetto di Brunelleschi, elaborato verso il 1440 per il mercante Luca Pitti, prevedeva solo la parte centrale del palazzo con sette finestre e due piani superiori. Realizzato quasi integralmente da Luca Fancelli, fu ampliato nel corso del Sei e del Settecento, fino ad assumere, dopo l'intervento di Pasquale Poccianti (1783-1819) che vi aggiunse le due ali laterali a portici, l'aspetto attuale. Verso il giardino si protendono due corpi di fabbrica, che delimitano il grande cortile con fontana disegnato da B. Ammannati (1558-70) . La separazione dei tre piani è sottolineata dalle balconate, vera innovazione brunelleschiana, che sovrastano semplici cornici. Tutte le finestre appaiono incorniciate da archi bugnati a raggiera; il forte bugnato si attenua gradualmente verso i piani superiori. L'interno dell'edificio ricevette nel corso del Seicento una sfarzosa decorazione affrescata dal Volterrano, da Giovanni da San Giovanni e da Pietro da Cortona (sala della Stufa, 1637-40). Il palazzo ospita oggi la Galleria Pitti o Palatina. Il giardino retrostante, che prende il nome dalla collina di Boboli, fu disegnato dal Tribolo e da B. Buontalenti (dal 1550); presenta fontane, viali, grotte, anfiteatri, e recinti vegetali che lo rendono uno dei più grandiosi esempi di giardino all'italiana.  

. Palazzo Rucellai. Il progetto, affidato a L.B. Alberti da Giovanni Rucellai, fu realizzato dal Rossellino. Esso offre il primo esempio di facciata scompartita con membrature verticali, I tre piani sono suddivisi da leggere trabeazioni i cui aggetti sono sostenuti da una serie di otto lesene, rispettivamente doricotoscane al piano terra, composite al primo piano, corinzie al secondo. Negli scomparti del piani superiori si aprono le finestre bifore incorniciate da archi semicircolari e da motivi decorativi a bugnato. Il cortile è circondato da un portico a colonne corinzie.

. Palazzo Strozzi. Iniziata da Benedetto da Maiano e da Giuliano da Sangallo nel 1489 per il mercante Filippo Strozzi, l'opera fu portata a termine dal Cronaca (1497-1508). Il palazzo presenta su tutta la facciata un bugnato a grande rilievo che va attenuandosi dal basso verso l'alto. Uno zoccolo di pietra, che serve anche da sedile, secondo l'uso fiorentino, corre intorno all'edificio; mentre le finestre del pianterreno sono di forma quadrata, quelle dei piani superiori sono bifore a tutto sesto. Il fronte principale è chiuso in alto da un cornicione direttamente ispirato ai tradizionali elementi della trabeazione corinzia. Nel cortile interno il Cronaca si valse dell'uso di ordini diversi.  

. Palazzo Medici-Riccardi. Tipico esempio di palazzo rinasci¬mentale fiorentino, di ispirazione brunelleschiana e albertiana, fu edificato tra il 1444 e il 1459 da Michelozzo Michelozzi per conto di Cosimo de' Medici; nel 1650 fu ampliato dal Riccardi dalla parte di via Larga. Il piano terreno, a bugnato rustico, ispirato a Palazzo Pitti, presenta grandi porte ad arcate cieche e finestre a timpano triangolare (quelle verso la cantonata furono disegnate da Michelangelo nel 1517). La parte superiore, con bifore a tutto sesto, ha un primo piano a bugnato liscio e un secondo a muratura continua di parallelepipedi in pietra. Inter¬namente, il cortile quadrangolare ha un porticato con archi a tutto sesto sorretti da colonne. La cappella interna, anch'essa progettata e costruita da Michelozzo, fu affrescata nel 1459 da Benozzo Gozzoli con scene dell'Adorazione dei magi.  

. Palazzo degli Uffìzì. Iniziato nel 1560 da G. Vasari, su incarico di Cosimo I de' Medici, e terminato nel 1581 dal Buontalenti e da Alfonso di Santi Parigi, discepolo dell'Ammannati, questo complesso architettonico, destinato ad accentrare l'amministrazione medicea, raccorda urbanisticamente Palazzo Vecchio e il Lungarno. L'edificio, a corpi affrontati, presenta al piano terreno un porticato. La parte superiore è suddivisa in tre ordini da cornicioni sporgenti: il primo, con gruppi di tre finestre quadrate; il secondo con ampi finestroni, riuniti ancora a gruppi di tre; il terzo, infine, a loggia. Un portico unisce, dalla parte dell' Arno, le due ali del palazzo, mentre un corridoio ad archi, del 1565, lo collega a Palazzo Pitti sull'altro lato del fiume.  

. Vìlle medicee. Le ville che la dinastia granducale costrui nei dintorni di Firenze, in cornici paesaggistiche di grande bellezza, costituiscono un esempio di residenza rurale atta a soddisfare esigenze pratiche (gestione dei fondi), ricreative e culturali. La villa di Cafaggiolo, sulla strada per Bologna, fu commissionata da Cosimo II Vecchio a Michelozzo (1451) nella località stessa di cui i Medici erano originari. Il massiccio corpo dell'edificio, dotato di torri angolari e merlature, fu progettato come un castello fortificato medievale. A Cosimo il Vecchio e Michelozzo è dovuta ugualmente la villa di Careggi (1457), radicale trasformazione di un antico edificio fortificato. La costruzione si sviluppa attorno a un cortile irregolare, porticato su due lati da Michelozzo, Verso il giardino si aprono due logge a tre arcate. In questa dimora ebbe sede l'Accademia Platonica di Marsilio Ficino. La villa di Poggio a Caiano, situata lungo la via per Pistoia, fu voluta da Lorenzo il Magnifico e progettata da Giuliano da Sangallo (1480-85); consta di due corpi paralleli collegati da un salone, cui si accede da una doppia rampa curvilinea, e da una loggia incastonata nella facciata. Un'ampia terrazza sostenuta da un porticato a pilastri circonda completamente l'edificio. La decorazione affrescata del salone iniziò nel 1521 a opera di Pontormo (Vertumno e Pomona) e prosegui per tutto il sec. XVI con Andrea del Sarto e Alessandro Allori. Poco rimane invece della villa costruita da Bernardo Buontalenti (1568) per volere di Francesco I a Prato lino (sulla via di Bologna). Sì conserva una parte dello straordinario giardino con fontane, statue (colossale Apennino di Giambologna), grotte e cascate che suggeriscono un ermetico simbolismo simile a quello del giardino di Bomarzo. La villa della Petraia (presso Rifredi) fu elaborata da Buonta¬lenti (1579-89) su una costruzione preesistente. Preceduta da un giardino all'italiana disegnato dal Tribolo, consta di un semplice edificio a due piani dominati da un mastio quadrato. Altro edificio eretto da Buontalenti per volere di Ferdinando I è la villa di Artimino (1594) detta « La Ferdinanda» (presso Signa). L'architetto sembra essersi ispirato a quella di Poggio a Caiano per l'ampia scalinata d'accesso che conduce a una loggia con quattro colonne.  

Firenze dall'antichità agli albori del comune

Firenze dal comune al sorgere del predominio mediceo

Firenze dalla signoria medicea al granducato

Firenze dal granducato all'inizio del sec. XIX

Firenze: Sviluppo e pianificazione urbana nei secoli XIX e XXI

Firenze Gallerie e Musei

Firenze: la scuola fiorentina

 

 

 



Firenze alberghi, Alberghi Firenze, Firenze Italia hotels, booking online camere Firenze, hotel toscana, tre stelle hotel firenze italia, quattro stelle firenze italia, tre stelle hotel genova italia, alberghi in firenze, informazioni turistiche firenze, golf firenze, offerte speciali hotel firenze Albergo Firenze, Hotel Firenze, Firenze Hotel, Prenotazione Albergo Firenze, Prenotazione Hotel Firenze, Albergo Economico Firenze, Albergo Centro Storico Firenze, Hotel Firenze Centro, Albergo Firenze Centro, Hotel 4 Stelle Firenze, Hotel 3 Stelle Firenze, Hotel Centro Firenze, Hotel Centro Storico Firenze, Hotel Ponte Vecchio, Hotel Uffizi Florence Hotel, Hotel Florence, Florence Italy Hotel, Hotel Florence Italy, Cheap Hotel Florence, Florence Hotel Reservation, Florence Accomodation, 4 star hotel Florence, Four Star hotel Florence, 3 star hotel Florence, Florence Center Hotel, Florence Downtown Hotel, Charming hotel Florence, Hotel Uffizi, Hotel Ponte Vecchio, Risorse, Travel links, visitare Firenze.


Panorama Hotels Italy - Viale Don Minzoni, 25 - 50129 Firenze
Tel. + 39 055 576552 Fax + 39 055 573472 p. iva 04180180483

Hotel Athenaeum Hotel Botticelli Hotel Meridiana Hotel Villa Carlotta
Hotel Athenaeum
Firenze 4 stelle

Hotel Villa Carlotta
Firenze 4 stelle

Hotel Botticelli
Firenze 3 stelle

Hotel Meridiana
Firenze 3 stelle